MANIFESTO DI CHICAGO '91

 

 

GATE ITALIA: Manifesto

 

PREMESSA

 

 

Noi siamo educatori, genitori e cittadini di diversa estrazione culturale e sociale che condividono una comune visione sul futuro dell’umanità e della vita sulla terra.

Noi crediamo che i seri problemi riguardanti il sistema educativo moderno dipendano da una sostanziale crisi della nostra cultura. La visione del mondo industriale e tecnologico che predomina attualmente è incapace di rispondere alle carenze sociali e planetarie che oggi dobbiamo affrontare in modo umano e che incoraggi la vita. Noi crediamo che i nostri valori e la nostra cultura dominante, avendo dato molta più enfasi alla competizione piuttosto che alla cooperazione, allo sfruttamento piuttosto che alla conservazione delle risorse, alla burocrazia piuttosto che alle relazioni umane autentiche , siano stati tanto distruttivi per l’esistenza dell’ecosistema quanto per lo sviluppo stesso dell’uomo. Nello stesso momento in cui analizziamo questa crisi di cultura, noi constatiamo che i nostri sistemi educativi sono anacronistici e non più funzionali. In forte contrasto con l’uso convenzionale della parola “Educazione” , noi crediamo che la nostra cultura deve ripristinare il significato originale della parola che è: “Far emergere”. In questo contesto , “Educazione” significa sforzarsi per far emergere le potenzialità presenti in ciascun individuo come soggetto unico ed irripetibile.

 

.Lo scopo di questo documento è proclamare una Visione alternativa dell’Educazione: che è una risposta democratica e positiva della vita ai mutamenti degli anni ’90 e successivi.

poiché valorizziamo le differenze ed incoraggiamo un’ampia varietà di metodi, applicazioni e pratiche, questa è una visione verso la quale gli educatori possono esprimersi nelle loro diverse modalità. Non vi e un’unanimità completa su tutti i punti qui presenti neanche in coloro che fra noi hanno contribuito a questo documento. La visione trascende le nostre differenze e ci fa puntare verso una direzione che offra una soluzione umana alla crisi della formazione moderna.

 

 

 

PRINCIPIO 1: EDUCARE PER LO SVILUPPO DELL’UOMO

 

Noi asseriamo che il primario, in quanto fondamentale, scopo della formazione è nutrire le intrinseche possibilità dello sviluppo umano. Le scuole devono essere i luoghi che facilitano l’apprendimento e lo sviluppo totale di tutti gli studenti. L’apprendimento deve coinvolgere l’arricchimento e l’approfondimento dei rapporti con sé stesso, con la famiglia, con i membri della propria comunità, della comunità mondiale, planetaria e universale. Queste idee sono state espresse chiaramente e messe in pratica da grandi pionieri come Pestalozzi, Froebel, Dewey, Montessori, Steiner e molti altri. Sfortunatamente la “formazione pubblica” non ha mai avuto come suo scopo primario lo sviluppo ottimale dell’uomo. La letteratura storica esprime chiaramente che i sistemi scolastici erano organizzati per incrementare la produttività nazionale inculcando abitudini all’obbedienza, alla lealtà e alla disciplina. La letteratura della “ricostruzione” e dell’ “eccellenza” degli anni ‘80 e ‘90, continua ad essere impregnata dall’interesse per la produttività e la competitività dell’economia nazionale e cerca di mettere le abilità ed i sogni delle future generazioni al servizio dello sviluppo economico.

 

Noi crediamo che lo sviluppo umano deve essere raggiunto prima di quello economico. Noi chiediamo una rinnovata rivisitazione dei valori umani che sono stati erosi dalla cultura moderna, quali: armonia, pace, cooperazione, comunità, onestà, giustizia, uguaglianza, compassione, comprensione e amore. L’essere umano è più complesso, più ampio del suo ruolo di lavoratore e cittadino. Se una nazione, attraverso le sue scuole, la sua politica di benessere dell’infanzia e la sua competitività non riesce a far emergere in ognuno la comprensione di sè stessi, della propria salute emozionale e dei valori democratici, in ultima

                        analisi il suo successo economico sarà minato dal collasso morale della società. In verità questo già accade, come risulta chiaro dal diffondersi della droga e dai pressanti problemi di criminalità, di alcolismo, di sfruttamento dell’infanzia, di corruzione politica e commerciale, di alienazione e suicidio di adolescenti e di violenza. Noi dobbiamo far crescere un essere umano sano in modo da avere una sana società ed una sana economia. IL sistema economico richiede sicuramente una forza lavoro preparata. Noi possiamo meglio assicurare questa forza lavoro trattando i giovani prima come essere umani e poi come futuri lavoratori. Solo persone che vivono in modo sano, intenso e significativo, possono essere veramente produttive. Noi chiediamo un grande equilibrio tra i bisogni della vita economica e questi ideali umani che trascendano l’economia e che sono necessari ad un agire responsabile.

 

 

 

PRINCIPIO 2: CONSIDERARE GLI STUDENTI COME INDIVIDUI

 

Noi chiediamo che ogni studente giovane -e non-venga riconosciuto come unico ed irripetibile. Ciò significa accogliere le differenze personali ed incoraggiare in ogni studente un senso di tolleranza, rispetto ed apprezzamento della diversità. Ogni individuo internamente creativo ha bisogni fisici, emozionali, intellettuali e spirituali unici e possiede una illimitata capacità di imparare.

Noi chiediamo una revisione totale del sistema di classificazione, valutazione e di standardizzazione degli esami. Noi crediamo che la funzione principale della valutazione sia di dare un “ritorno “allo studente e di insegnare in modo da facilitarne il processo di apprendimento. Noi riteniamo che l’obiettivo dei punteggi (voti) non serva realmente all’apprendimento, né allo sviluppo ottimale degli studenti. Siamo stati così tanto impegnati a misurare il misurabile, che abbiamo trascurato questi aspetti dello sviluppo umano che sono di un’importanza incommensurabile. Inoltre, trascurando importanti aspetti di tutti coloro che apprendono, i test standard servono anche ad eliminare coloro che non possono essere standardizzati. Nelle scuole innovative di successo di tutto il mondo, i test sono stati sostituiti da tecniche personalizzate di valutazione che consentono agli studenti di trovare la propria direzione. Il risultato naturale di questa pratica è lo sviluppo dell’auto conoscenza, dell’auto disciplina e di un genuino entusiasmo per l’apprendimento. Noi richiediamo un’applicazione più estesa dell’immensa conoscenza che ora abbiamo degli stili di apprendimento, dell’intelligenza multipla e delle basi psicologiche dell’apprendimento. Non ci sono più attenuanti per imporre compiti, metodi e materiali di apprendimento di massa dal momento che sappiamo che ogni gruppo di studenti avrà bisogno di apprendere in modi diversi, attraverso differenti strategie e attività. Il lavoro che è stato fatto sulla molteplicità delle intelligenze diversificate, dimostra che un’area di forza come la ginnastica, la musica o la visualizzazione spaziale, può contribuire a rafforzare aree di debolezza come il campo linguistico o quello matematico logico e viceversa.

Noi mettiamo in discussione il valore di classificazioni educative come ad esempio “ottimo”, “insufficiente” o “scarso”. Gli studenti di tutte le età si differenziano enormemente su tutta una gamma di attitudini, talenti , inclinazioni e conoscenze di base. L’assegnazione di queste etichette non descrive il potenziale personale dello studente, ma lo pone in relazione alle attese arbitrarie del sistema. Il termine “scarso” è particolarmente pericoloso: serve a giustificare gli obiettivi omogenei e competitivi del sistema educativo ignorando le esperienze e le percezioni personali che sono soggiacenti a ogni difficoltà particolare dello studente. Noi suggeriamo invece una trasformazione della scuola, al fine di rispettare l’individualità di ciascuno, così da costruire una vera comunità di apprendimento nella quale le persone imparino a sfruttare positivamente le differenze esistenti tra  loro, nella quale siano educate a valorizzare i loro personali punti forti e ad aiutarsi reciprocamente. In un tale contesto saranno soddisfatti i bisogni individuali di ciascuno.

 

 

 

PRINCIPIO 3: IL RUOLO CENTRALE DELL’ESPERIENZA

 

Noi sappiamo che i più importanti educatori hanno ripetuto per secoli: “La formazione è una questione di esperienza”. L’apprendimento è un impegno attivo e multisensoriale tra l’individuo e il mondo, un contatto reciproco che rafforza lo studente e rivela la ricca magnificenza del mondo. L’esperienza è dinamica e sempre in crescita. L’obiettivo dell’educazione deve essere un nutrimento naturale, una salutare crescita attraverso l’esperienza e non la presentazione di un “programma” limitato, frammentario, pre digerito come sentiero verso la conoscenza e la saggezza. Noi crediamo che l’Educazione dovrebbe legare lo studente alle meraviglie del mondo naturale, attraverso approcci sperimentali così da immergerlo nella vita e nella natura. L’Educazione dovrebbe legare lo studente alle attività del mondo sociale, attraverso dei contatti veri con la vita economica e sociale della comunità. L’Educazione dovrebbe collegare lo studente con il suo proprio mondo interiore attraverso l’arte, i dialoghi onesti, tempi di riflessione e di calma: senza tale interiorità, ogni conoscenza esteriore sarà superficiale e senza significato.

 

 

 

PRINCIPIO 4: FORMAZIONE OLISTICA

 

 

Noi chiediamo una visione globale del processo formativo e, per ottenere ciö, la trasformazione delle istituzioni educative e politiche. Una visione globale implica che ogni disciplina accademica fornisca realmente una diversa percezione sul ricco, complesso, integrato fenomeno che è la vita. La formazione olistica celebra l’evoluzione, le visioni alternative della realtà e la molteplicità delle vie per giungere alla conoscenza e ne fa un uso costruttivo. Non sono soltanto gli aspetti intellettuali e professionali dello sviluppo umano che hanno bisogno di essere educati, ma anche gli aspetti fisici, sociali, morali, estetici, creativi e - in un significato non settanio- spirituali. In aggiunta alla realtà spirituale, l’educazione olistica prende in esame gli innumerevoli misteri della vita e dell’universo. L’olismo è un paradigma che emerge a nuovo, grazie ad un vasto campo di conoscenza. L’olismo afferma l’interdipendenza intrinseca della teoria evolutiva, della ricerca e della pratica. L’olismo è incentrato sul postulato che l’universo è un continuum nel quale tutto è legato insieme. Questo postulato di globalità e di unità è in opposizione diretta con il paradigma di separazione e di frammentazione (meccanicistico) che prevale nel mondo contemporaneo. Mettendo l’accento su una concezione allargata della scienza e delle possibilità umane, l’olismo corregge lo squilibrio degli approcci riduttivi. L’olismo comporta importanti implicazioni riguardanti l’ecologia e l’evoluzione planetaria. Queste implicazioni sono discusse interamente in questo documento.

 

 

PRINCIPIO 5: NUOVO RUOLO DEGLI INSEGNANTI

 

Noi esigiamo una nuova comprensione del ruolo dell’insegnante. Noi crediamo che l’insegnamento sia

essenzialmente una vocazione che richieda una integrazione di sensibilità artistica e pratica scientifica. Oggi molti insegnanti si sono lasciati coinvolgere dalla competitività professionale: certificati e abilitazioni delle loro capacità, riserva tutta professionale di questioni spirituali, morali ed emozionali che fanno inevitabilmente parte del processo di sviluppo umano. Noi riteniamo al contrario che gli educatori dovrebbero facilitare il processo di apprendimento che è un processo organico e naturale e non un prodotto che può essere offerto su domanda. Gli insegnanti hanno bisogno di autonomia per poter creare e realizzare degli ambienti di studio appropriati ai bisogni di ognuno dei loro studenti. Noi richiediamo dei nuovi modelli educativi per gli insegnanti che comprendano la cultura delle crescita interiore e del risveglio creativo dell’insegnante. Una volta che gli insegnanti si sono aperti a loro stessi, possono installare un processo di apprendimento e di co-creatività con lo studente. L’insegnamento necessita di una estrema sensibilità verso le sfide dello sviluppo umano e non un kit di metodi e di materiali pre-imballati. Noi auspichiamo insegnanti che si interessino primariamente degli studenti e testimonino del rispetti per l’individuo. Gli insegnanti dovrebbero conoscere ed essere maggiormente attenti a tutti i bisogni degli studenti invece che alle differenze e alle capacità esistenti fra loro; dovrebbero essere capaci di rispondere a questi bisogni di tutti. Gli insegnanti devono sempre considerare ogni individuo all’interno dei contesti familiari, scolastici, della società, della comunità globale e universale. Noi esigiamo una deburocratizzazione dei sistemi scolastici affinché le scuole, alla stessa maniera della casa, dei parchi, del mondo della natura, del mondo del lavoro e di ogni luogo di apprendimento, possano essere dei luoghi di incontro umano autentico. La letteratura contemporanea pone l’accento sul rendimento, mettendo l’insegnante al servizio dei superiori. Noi pretendiamo che, al contrario, l’insegnante sia prima di tutto al servizio dei giovani che cercano di avere una comprensione sensata del mondo che essi erediteranno.

 

PRINCIPIO 6: LIBERTA’ DI SCELTA

 

Noi esigiamo delle opportunità di scelte significative per ogni tappa del processo di apprendimento. Una educazione autentica può nascere solo in una atmosfera di libertà. La libertà di ricerca, di espressione e di crescita personale sono necessarie. In generale si dovrebbe permettere agli studenti di fare varie scelte durante i loro studi. Essi dovrebbero partecipare alla determinazione dei loro programmi e discipline, in funzione della loro capacità di assumersi una tale responsabilità. Comunque noi riconosciamo che alcuni approcci all’istruzione saranno largamente guidati dagli adulti a causa di convinzioni filosofiche o perché ciò sarà d’aiuto a determinati gruppi speciali di studenti. Tuttavia le famiglie e gli studenti devono essere liberi di avvalersi o meno di tali approcci.

Le famiglie dovrebbero avere la possibilità di poter scegliere i vari sistemi educativi delle scuole pubbliche. Invece dell’unico sistema attuale che offre una quantità limitata “d’alternative”, l’educazione pubblica dovrebbe avere più alternative in modo da non imporre più una cultura omogenea ad una società diversificata. Noi riteniamo ancora necessario il ruolo della scuola privata che per la sua flessibilità ha la tendenza ad essere più ricettiva alle innovazioni avanzate e più capace di incarnare i valori di una religione particolare o di piccole comunità divenendo molto rassicurante. Infine le famiglie dovrebbero avere la libertà di poter scegliere per l’educazione dei loro figli una formazione – in casa – senza interferenze impositive delle autorità pubbliche. L’educazione - a casa – rinata dalle nuove tecnologie, ha dimostrato di essere educativamente, socialmente e moralmente uno strumento di arricchimento per molti bambini e famiglie che hanno scelto modelli di vita diversi


 

PRINCIPIO 7: EDUCARE PER UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA

 

Noi richiediamo un modello di educazione realmente democratico per incoraggiare tutti i cittadini a partecipare in maniera significativa alla vita della comunità e della terra. Una società realmente democratica significa molto di più che permettere di votare per i propri eletti, significa incoraggiare gli individui ad utilizzare la loro potenzialità per rendersi attivi nella vita della comunità. Una società realmente democratica è più della “legge della maggioranza”; è una comunità nella quale più voci disparate si fanno valere e dove sono presi in considerazione i veri problemi umani. E’ una società aperta al cambiamento costruttivo, allorché sono necessarie sia la trasformazione sociale che quella culturale: Per realizzare una tale comunità, la società deve scaturire da uno spirito di collaborazione dei suoi cittadini, una volontà di comprensione e di compassione delle necessità del prossimo: Deve esistere un riconoscimento dei bisogni umani comuni che affratellino le persone dei luoghi vicini, delle nazioni e di tutto l’universo. Da tale riconoscimento scaturisce la preoccupazione per la giustizia. Per garantire questi alti ideali, i cittadini devono poter pensare  in modo critico e indipendente. Una vera democrazia dipende da una popolazione in grado di discernere la verità dalla propaganda, gli interessi comuni dagli slogan di parte. Nel momento in cui la politica sarà basata sull’ascolto continuo dell’opinione pubblica, il pensiero critico sarà più vitale per la sopravvivenza della democrazia. Sono tutte tattiche educative, Pertanto, i metodi educativi e di apprendimento non possono incoraggiare questi valori a meno che non li rappresentino dal vivo. Il sistema di studio deve evolversi intorno all’empatia, alla condivisione dei bisogni umani di giustizia e di incoraggiamento del pensiero critico e originale. E’ la vera essenza dell’educazione; è l’ideale socratico che raramente è stato realizzato nei sistemi educativi.

 

 

PRINCIPIO 8: EDUCARE PER LA CITTADINANZA GLOBALE

 

Noi crediamo che ognuno di noi – che lo realizziamo o no – sia un cittadino del globo. L’esperienza umana è molto più vasta dei valori o dei modi di pensare di una sola cultura. Nella comunità globale che emerge, mai come prima, siamo messi in contatto con diverse visioni del mondo. Riteniamo sia tempo che l’educazione favorisca l’apprezzamento della straordinaria differenza dell’esperienza umana e incoraggi l’emergere delle potenzialità perdute o per lo meno non impiegate dell’essere umano. In un’era globale, l’educazione deve accogliere ciò che c’è di più pieno e universalmente umano nelle giovani generazioni di tutte le culture.

L’educazione globale è basata su un approccio ecologico che accentua la relazione e l’interdipendenza della natura, dell’essere umano e della cultura. Essa incoraggia la presa di coscienza del ruolo dell’individuo nell’ecologia globale che comprende la famiglia umana, gli altri sistemi della terra e dell’universo. Uno degli scopi dell’educazione globale è di aprire gli animi. Ciò si ottiene attraverso studi interdisciplinari ed esperienze che facilitano la comprensione, attraverso la riflessione, il pensiero critico e metodi creativi. L’educazione globale ci insegna che ogni educazione e ogni attività umana si basa su principi che guidano con successo i sistemi ecologici. Tali principi comprendono l’importanza della diversità, della cooperazione e dell’equilibrio, i bisogni dei diritti dei partecipanti e la necessità di rafforzare l’energia all’interno del sistema. La comprensione delle cause di conflitti e l’esperienza di metodi di risoluzione degli stessi sono ugualmente delle componenti importanti nell’educazione globale. Nello stesso tempo, l’approfondimento dei problemi sociali come i diritti dell’uomo, la giustizia, le pressioni sui popoli e lo sviluppo sono indispensabili per poter comprendere le cause della guerra e delle condizioni di pace. Dal momento che le religioni del mondo e le tradizioni spirituali hanno un grande impatto, l’educazione globale incoraggia la loro comprensione e apprezzamento, così come quella dei valori universali che esse proclamano: ricerca del Senso, amore, compassione, saggezza, verità e armonia. Da ciò l’educazione in un’età globale tratta ciò che è pienamente e universalmente umano.

 

PRINCIPIO 9: EDUCARE PER COMPRENDERE LA TERRA

 

Noi crediamo che l’educazione debba basarsi organicamente su un profondo rispetto per la vita sotto tutte le forme. Noi dobbiamo riannodare una relazione tra l’essere umano ed il mondo naturale che non è stata ancora ben coltivata. E’ l’uomo della nostra visione per il XXI secolo. Il pianeta Terra è un sistema estremamente complesso ma è un sistema indivisibile e vivo fondamentalmente, un’oasi nel grande vuoto dello spazio. Le scienze post-newtoniane, la teoria dei sistemi e le altre recenti teorie del pensiero moderno hanno riconosciuto ciò che affermavano già da secoli le antiche tradizioni spirituali e mitologiche: il pianeta e tutta la vita contenuta in essa è un tutto interdipendente. Le istituzioni politiche ed economiche devono a questa interdipendenza un profondo rispetto. Se vogliamo che l’umanità sopravviva è indispensabile una cooperazione globale ed una sensibilità ecologica. I nostri bambini hanno bisogno di un mondo sano nel quale vivere, imparare e crescere. Hanno bisogno di aria pura, acqua pura, luce del sole, terra sana ed altre forme di vita che comprendano l’ecosistema della terra. Un pianeta malato non ci permette di avere dei bambini sani. Noi reclamiamo una educazione che promuova la conoscenza della Terra, che tratti la coscienza dell’interdipendenza planetaria, del legame diretto tra il benessere personale e globale, del ruolo dell’individuo e l’importanza della sua responsabilità. L’educazione deve prendere le sue radici in una prospettiva globale ed ecologica al fine di coltivare una stima per l’interconnessione di ogni vita presso le nuove generazioni. L’educazione alla Terra comprende una valutazione olistica del nostro pianeta e dei processi che garantiscono ogni vita. Al centro di questi studi si trova la conoscenza dei sistemi fondamentali di mantenimento della vita, delle correnti di energia, dei cieli, delle interrelazioni e del cambiamento. L’educazione alla Terra è un tema integrato che comprende la politica, l’economia, la cultura, la storia e i pensieri di trasformazione personale e sociale.

 

PRINCIPIO 10: SPIRITUALITA’ ED EDUCAZIONE

 

Noi crediamo che ciascun individuo sia un essere spirituale sotto sembianze umane che esprime la propria individualità attraverso i suoi talenti, le sue attitudini, il suo intuito e la sua intelligenza. Così come un individuo si sviluppa fisicamente, emozionalmente e intellettualmente, ogni persona si sviluppa anche spiritualmente. L’esperienza e lo sviluppo della spiritualità si manifestano come connessione profonda verso sé stesso e gli altri, con un senso di significato e scopo nella quotidianità, con l’esperienza nell’interezza e nell’interdipendenza della vita, con momenti di pausa nell’attività frenetica, pressioni e stimoli troppo forti nella vita contemporanea, con la pienezza dell’esperienza creativa e con un profondo rispetto per gli innumerevoli misteri della vita. La parte più importante e più valida della persona è la sua vita soggettiva, sé stesso, altrimenti detta “l’anima”. L’assenza della spiritualità è un fattore cruciale nei comportamenti auto-distruttivi. L’abuso d’alcool e di droga, la sessualità vuota, il crimine e la disgregazione della famiglia derivano da una mancanza di relazioni, di mistero e di Senso, e rappresentano una fuga dal dolore e la mancanza di una fonte di pienezza di sentimenti. Noi crediamo che l’educazione debba alimentare la crescita armoniosa della vita spirituale non facendone violenza con valutazioni costanti e competitive. Uno di compiti dell’educazione è di aiutare gli individui a prendere coscienza dell’interconnessione di tutta la vita. Alla base di questa coscienza si trova questo principio di etica espresso da tutte le grandi tradizioni del mondo: ciò che faccio agli altri, lo faccio a me stesso: L’incoraggiamento al potere individuale è così determinante nel concetto di relazione fra tutte le cose. Se un individuo è legato ad un altro ed a tutto ciò che lo circonda, allora può avere ed ha un’influenza importante. Privilegiando questo profondo senso di relazione verso gli altri e verso la Terra in tutte le sue dimensioni, l’educazione olistica incoraggia il senso di responsabilità verso sé stessi, verso gli altri e verso il pianeta. Noi riteniamo che questa responsabilità non sia un fardello, ma che emerga piuttosto da un sentimento di connessione e di potenza. La responsabilità individuale, di gruppo e globale si sviluppa incoraggiando la compassione – questo sentimento che spinge l’individuo a confrontare le sofferenze degli altri – instillando la convinzione che sia possibile un cambiamento e offrendo i mezzi per rendere possibili tali cambiamenti.

 

 

 

 

 

 

 

CONCLUSIONE

 

Poiché siamo nel XXI secolo, molte istituzioni e professioni stanno entrando in un periodo di trasformazione profonda, noi educatori cominciamo a riconoscere che la struttura, gli scopi ed i metodi della nostra professione siano stati disegnati per un periodo storico che si sta per chiudere. E’ venuto il momento di trasformare l’educazione in modo indirizzare i cambiamenti umani e dell’ambiente con i quali ci siamo confrontati. Noi crediamo che l’educazione per questa nuova era debba essere “olistica”. La prospettiva “olistica” è il riconoscimento che tutte le vite su questo pianeta siano interconnesse in modo profondo e sottile. La visione del pianeta sospeso nel vuoto dello spazio, sottolinea l’importanza della prospettiva globale nelle realtà sociali ed educative. L’educazione deve nutrire il rispetto per la comunità globale dell’umanità.

L’olismo enfatizza l’opportunità di creare una società di sostegno, giusta, pacifica ed in armonia con la Terra e tutte la vita. Ciò implica una sensibilità ecologica, un profondo rispetto per le culture locali e moderne, e per le diverse forme di vita del pianeta. L’olismo cerca di ampliare il modo con il quale guardiamo noi stessi e la nostra relazione con il mondo, per celebrare le nostre innate potenzialità umane-intuitive, emozionali, fisiche, immaginative e creative ma anche razionali, logiche e verbali. L’educazione olistica riconosce che gli esseri umani ricercano un Senso e non solo fatti e attitudini come aspetto intrinseco del loro pieno e sano sviluppo. Noi crediamo che solo degli esseri umani e completi di Senso, possano creare una società sana. L'educazione olistica nutre le più alte aspirazioni dello spirito umano.